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Così l’ambiente entra nella regolazione dei trasporti


21 ottobre 2021


di Marco Ponti


Quando serve un’autorità indipendente

Non tutti i segmenti del settore trasporti postulano una regolazione economica specifica: la produzione e il commercio di veicoli, il settore degli autobus turistici e molti servizi aerei, per citare solo alcuni esempi, operano in modo efficiente in mercati concorrenziali.

La regolazione è necessaria in due grandi sottosettori. Innanzitutto, là dove la concorrenza non può operare, cioè nelle infrastrutture (monopoli naturali per eccellenza): qui il regolatore deve intervenire per difendere gli utenti da possibili tariffe troppo elevate, vincoli all’accesso discriminatori, o manutenzione inadeguata.

Poi esistono estese aree di “monopoli legali”, cioè i servizi che la stessa mano pubblica decide che non debbano essere forniti dal libero mercato, e in Italia sono buona parte dei servizi ferroviari e tutti quelli del trasporto locale (Tpl). Qui gli utenti devono essere difesi oltre che dai possibili costi eccessivi di produzione, anche dalla possibile bassa qualità dei servizi. Nel caso – frequente – in cui tali servizi siano sussidiati, la difesa da gestioni inefficienti si estende ovviamente anche ai contribuenti.

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