
5 ottobre 2026
di Marco Ponti
La presidente Meloni si dichiara, tra altri attributi, cristiana, il vicepresidente Salvini si presenta col rosario e difende il presepe, persino Berlusconi, pur con stili di vita un po’ particolari, aveva espresso afflati religiosi.
Ora, oggi ci sono sul tavolo politico nazionale, ma anche europeo, tre temi estremamente critici: l’ambiente, le migrazioni, e il sostegno a Kiev contro l’invasione russa. E non ci sono dubbi che per la sinistra (ma si potrebbe dire per le democrazie liberali) questi sono tre temi che postulano scelte valoriali di fondo.
Hanno in comune una fondamentale caratteristica che li rende tali: l’altruismo.
Far fronte al problema ambientali costa, e costa caro, rispetto a continuare ad inquinare. Postula altruismo sia verso le future generazioni che verso gli altri inquinatori, che hanno comunque benefici se qualcuno disinquina al posto loro.
La destra sembra assai meno sensibile a questo tema: si va dal negazionismo esplicito di Trump al boicottaggio delle politiche ambientali europee nel nome di un mai precisato “approccio non ideologico”.
Accogliere civilmente i migranti con politiche attive di integrazione nel breve periodo costa, e comunque postula atteggiamenti solidaristici verso i “diversi”, e quelli in difficoltà economiche.
Il sostegno a Kiev contro la prepotenza criminale russa costa sia in termini energetici che di sostegni economici diretti. Qui l’altruismo è oggettivamente più sfumato, in quanto hanno contenuti altruistici anche scelte radicalmente pacifiste, ma comunque rimane un postulato.
Ovviamente tutti questi temi possono generare un saldo netto positivo nel medio – lungo periodo (minor riscaldamento globale, forza lavoro aggiuntiva per pagarci le pensioni, maggior sicurezza europea).
Ma al presente sono cose che costano, e il lungo periodo è notoriamente difficile da “vendere” politicamente.
Ora, il principale valore cristiano è proprio l’altruismo, ed è largamente condiviso dall’Europa, fino ad ora.
La destra spesso ha fatto invece dell’egoismo un valore esplicito.
Si va dalla vera e propria “politica delle crudeltà” di Trump (i coccodrilli a difesa dei centri di detenzione dei migranti, l’agghiacciante discorso alla Knesset dell’”ottimo uso delle armi” da parte di Israele senza mai nominare le 70.000 vittime civili a Gaza), a forme più domestiche, come “prima gli italiani” (che sono mediamente molto più ricchi e protetti dei migranti), a “combattiamo gli scafisti”, che, trasportando questi i migranti, coincide con la lotta ai migranti stessi (si veda l’obbligo per le navi di soccorso di sbarcare in porti lontani, cosa che rallenta molto il loro ritorno nelle aree dei naufragi dove operano).
Mai sentita una voce di compassione sul tema, neanche per sbaglio. La compassione è da deboli, l’empatia viene anche definita “suicida” da un recente libro americano caro alla destra MAGA.
Più sfumato, come già osservato, il caso Ucraina: per esempio, nemmeno da sinistra si sentono molte voci di compassione per le vittime russe, ma si sa che questo in guerra succede.
Cioè i valori cristiani sono spesso richiamati dalle destre, anche estreme, ma sembra spesso che si pratichi l’opposto.
Ma come negare che anche l’approccio di alcune destre estreme sul ruolo femminile (“le donne a casa a far figli”)possano trovare una sponda culturale implicita nel cristianesimo, che assume vi sia un Dio padre maschio e un Salvatore anch’esso maschio?
Dopo questa premessa, prendiamo atto che le scelte politiche in maggiore ascesa, e maggiormente preoccupanti, sono nell’orientamento a destra dei ceti a più basso reddito (che tendono a coincidere con quelli a minor istruzione).
Una spiegazione possibile, tra le tante, è proprio legata all’altruismo. Dalle élites storiche anche solo vagamente progressiste arriva un (sacrosanto) messaggio che una società che possa oggi chiamarsi civile deve necessariamente esprimere valori altruistici.
La “politica della crudeltà” trumpiana è totalmente inaccettabile, ma sembra a diversi analisti uno dei motivi del suo successo elettorale, altrimenti inspiegabile. E piccoli Trump crescono anche in Europa.
L’altruismo, soprattutto quello che comporta costi economici, è percepito come un’imposizione delle classi abbienti (e colte) a chi ha meno.
“Pagatevi voi che avete i mezzi i vostri nobili slanci altruistici, non fateli pagare a noi”.
E una componente economica esiste anche nel fenomeno migratorio che, se è vero che concerne attività che i lavoratori dei paesi ricchi non vogliono più fare, contribuisce anche a tenere bassi i salari.
Le uniche conclusioni possibili a queste osservazioni sono relativamente ovvie: assumendo che valori altruistici siano una connotazione irrinunciabile della società civile, è da un lato rendere più equa la distribuzione dei redditi (non possiamo dimenticare che in Italia nell’ultimo decennio accanto a una contrazione dei salari reali, profitti e rendite non sono diminuiti).
Ma una migliore qualità dell’istruzione sembra la strada principale da percorrere, per far percepire l’altruismo come valore comunque fondante della società civile.
