Controcorrente

Se a sinistra si applaude, a destra si fischia. E viceversa. In tempi normali è la regola del confronto politico. Da quasi un anno viviamo in una condizione di eccezione con la maggior parte delle forze politiche che sostengono l’esecutivo e vanno d’accordo forse più per forza che per convinzione. C’è però un settore nel quale vi è un comune sentire che abbraccia l’intero arco costituzionale e che sembra in grado di attraversare ogni stagione politica. E’ quello dei trasporti e delle infrastrutture che vede tutte le forze politiche abitualmente schierate dalla stessa parte, quella della bontà, sempre e comunque, di una maggior spesa pubblica per gli investimenti e per i servizi. Quella della avversione per ogni tentativo di introdurre elementi di concorrenza. Quella della difesa ad oltranza dei campioni nazionali. Quella dei tavoli di concertazione dove sono rappresentate le aziende di settore, i sindacati, gli utenti dei servizi ma dove sembra quasi sempre essere assente la voce di chi paga il conto delle decisioni: il contribuente di oggi e quello di domani. Quella della sostenibilità ambientale e del mito apparentemente inscalfibile del riequilibrio modale: meno strada e più ferrovia, la famosa cura del ferro che dovrebbe salvare il pianeta.
Qui si prova a esprimere, serenamente e pacatamente, una dissenting opinion. A ricordare che il denaro dei contribuenti deve essere considerato sacro e deve essere speso a favore della collettività e non per avvantaggiare interessi di gruppi particolari, di chi, impresa o consumatore che sia, è più capace a sussurrare al Principe. Che ridurre l’impatto ambientale dei trasporti e migliorare la mobilità è auspicabile ma non whatever it takes. Che i benefici devono sempre essere commisurati alle risorse impiegate per conseguirli. Che non ci sono pasti gratis (solo nel caso di crisi eccezionali). E che “è più facile dal No arrivare al Sì che dal Sì retrocedere al No. Spesso il No è più utile del Sì” (L. Sturzo, Decalogo del buon politico).


I prossimi appuntamenti

Politecnico di Milano, 15 dicembre, ore 15.00

Presentazione del volume “L’analisi economica e ambientale dei progetti di trasporto”
Ne discutono con gli autori Tito Boeri, Jerome Massiani e Francesca Petrina
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Le nostre ricerche

AV Salerno – Reggio Calabria: l’elefante bianco del PNRR
di Francesco Ramella
Dopo un breve intermezzo di pochi mesi a cavallo del 2018 e del 2019 che vide il tema della valutazione degli investimenti in infrastrutture ritagliarsi ampi spazi sugli organi di informazione, la politica sembra aver ripreso il ruolo esclusivo che da sempre ha avuto nelle decisioni di spesa per il settore dei trasporti.
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Sulla stampa e sul web

Clima: le politiche di oggi e il mondo di domani

di Francesco Ramella
Un piccolo passo nella giusta direzione. Così si potrebbe sintetizzare l’esito della COP26 tenutasi nelle prime due settimane di novembre. In caso di rispetto degli impegni di breve termine già presi da ciascun Paese, la meta verso la quale ci stavamo indirizzando prima dell’avvio della conferenza era quella di un aumento della temperatura di circa 2,4°C; il “bla bla bla” di Glasgow ci consente di limare un altro decimo di punto.
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Strade, autostrade, tariffe

di Marco Ponti
In generale, è una buona regola che chi genera costi alla collettività li paghi. Tutti e solo quelli. Di solito non solo è giusto (si pensi ai costi ambientali, e al principio “chi inquina paga”), ma è anche efficiente, perché cosi chi genera costi cercherà di minimizzarli, beneficiando sé e gli altri.
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Temi scoperti della regolazione dei trasporti

di Marco Ponti
In un articolo precedente si è accennato ad alcune peculiarità della regolazione economica dei trasporti, e ci si è soffermati sul tema della regolazione tariffaria delle infrastrutture in relazione a obiettivi ambientali. Ma nella realtà italiana emergono altri comparti, sui quali occorrerebbe urgentemente intervenire
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Ma il PIL è un buon alleato del clima

di Francesco Ramella
Pochi giorni dopo essere stato insignito del premio Nobel per la fisica, Giorgio Parisi è intervenuto alla riunione parlamentare pre-Cop26 esprimendo anche una considerazione di natura economica: “il prodotto interno lordo dei singoli paesi sta alla base delle decisioni politiche, e la missione dei governi sembra essere di aumentare il Pil il più possibile, obbiettivo che è in profondo contrasto con l’arresto del cambiamento climatico”. È così.
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I nostri libri

L’analisi economica e ambientale dei progetti di trasporto

analisi economica e ambientale dei progetti di trasporto

Il primo tentativo di analisi sistematiche e comparative di progetti di trasporto – per un importo totale di circa 27 miliardi di investimenti – è avvenuto in Italia nel 2019. Esso è stato avversato dalla quasi totalità delle forze politiche e tutti i progetti valutati come socialmente non redditizi sono stati comunque portati avanti. In questa raccolta di saggi sono approfondite alcune delle tematiche metodologiche emerse in quella occasione e, in particolare: l’internalizzazione per via fiscale delle esternalità ambientali, la valutazione del surplus del consumatore in caso di cambio modale tra modi soggetti a un diverso livello di tassazione, i contenuti delle Linee Guida promulgate sul tema da diversi paesi ed il rapporto tra analisi costi-benefici e quelle di impatto economico del tipo input-output.
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