Italo invade la Germania

Si chiama Italo anche se tanto italiano non è. Originalmente lo era, poi è passato a un americano (di colore! Chissà Salvini…). Adesso è del mega tycoon della logistica Aponte (MSC), italo-svizzero.

Ovviamente i monopolisti pubblici delle ferrovie tedesche (DB) si oppongono con tutte le loro forze. Usano un argomento classico dei monopolisti, molto in voga anche da noi: la socialità.

DB dichiara che lei si sacrifica per il bene pubblico, usando i suoi profitti sui servizi più carichi di Alta Velocità per finanziare i servizi meno redditizi, che altrimenti sarebbero in perdita. Che magari è anche vero, ma magari sono in perdita perché DB è scarsamente efficiente, e se non ha concorrenza questo non lo sapremo mai.

Tecnicamente, la questione si gioca sulle tracce, cioè gli orari di viaggio e le destinazioni servite di cui Italo ha bisogno per poter operare. E queste tracce devono essere garantite per molti anni e con assoluta certezza: gli investimenti in treni nuovi necessari costano alcuni miliardi, e devono poter essere ammortizzati.

Ma torniamo ai servizi “sociali”, cioè in perdita. La soluzione ovvia sarebbe di metterli a gara e affidarli a chi chiede meno soldi per farli, assumendo che lo Stato tedesco voglia spendere soldi per dei signori che hanno moltissima fretta, come sono gli utenti dell’Alta Velocità.

Ah, ma così DB farebbe “extraprofitti” sulle linee cariche. Mica vero, perché il concorrente Italo glieli porterebbe via con tariffe più basse. E, certo, questo a DB non piacerebbe. Ma agli utenti tedeschi certamente sì.

Venendo all’Italia, pare che anche noi rischiamo di essere invasi: dai francesi, questa volta, che dovrebbero arrivare a fine anno con treni AV a due piani, e tariffe molto economiche. Quindi c’è il concreto pericolo che anche da noi tutte le tariffe AV debbano scendere!

Ma questo pericolo si presenta anche per i servizi di lunga distanza non AV (che da noi sono tutti sussidiati, per ragioni non chiarissime), che per legge dovranno essere messi in gara.

E sembra che si voglia anche fare una gara con tanti lotti separati, invece di un lotto unico che ovviamente solo Trenitalia potrebbe vincere, mantenendo un bel monopolio che ci lascerebbe tutti molto più tranquilli.