Alla BRT piace molto il BRT

BRT è l’acronimo di Bridges Research Trust (che da ONLUS si sta trasformando in ETS, Ente del Terzo Settore, seguendo la nuova normativa europea).

BRT è però anche l’acronimo di Bus Rapid Transit, un sistema di trasporto pubblico che prevede strade o corsie dedicate in tutto o in parte agli autobus. Consente capacità molto elevate, se il percorso è servito da autobus autosnodati e ad alta frequenza, e tempi di viaggio ridotti e certi perché non ostacolati da altri veicoli e, in caso di incroci a raso con altre strade, con semafori prioritari.

Perché bisogna essere tifosi di questo sistema? Per confronto con linee ferroviarie a traffico ridotto, delle quali è piena l’Italia, e che spesso vedono addirittura interventi di raddoppio costosissimi e del tutto immotivati dal traffico servibile.

Confronto che non risulta mai fatto, e che vedrebbe queste ferrovie soccombere senza speranza.

L’infrastruttura ferroviaria ha esigenze di curvature e pendenze molto più stringenti, di binari e di alimentazione elettrica esterna che i bus non hanno e quindi, a parità di percorso da coprire anche l’infrastruttura costa molto di più.

L’infrastruttura protetta di BRT può recuperare in tutto o in parte viabilità già esistente, ma anche linee ferroviarie dismesse o che converrebbe dismettere.

La ferrovia potrebbe essere più veloce, ma le più elevate frequenze consentite dal BRT consentirebbero una maggior fruibilità del servizio.

Per raggiungere la ferrovia in genere si richiedono altri mezzi, mentre gli autobus, fuori dal percorso protetto, potrebbero servire anche insediamenti esterni senza necessità di cambio modale, e questo ridurrebbe ulteriormente costi di investimento totali, attese, e tempi di viaggio.

Un sistema unico al posto di due.

Il costo degli autobus è una frazione di quello di un treno, a parità di capacità del sistema.

Dal punto di vista ambientale, oggi gli autobus possono essere ad emissioni zero, alimentati a batteria (o ad idrogeno verde, ma difficilmente questa tecnologia potrebbe prevalere).

BRT è un sistema flessibile nello spazio e nel tempo, dati i ridotti costi fissi, se la domanda cambiasse.

Il sistema consentirebbe per sua natura anche di servire veicoli individuali a guida autonoma, che spesso postulano una viabilità protetta. E potrebbero anche divenire fonte di ricavi, se non utilizzati al 100% della capacità, accogliendo traffico a pagamento, o, volendo supportare l’elettrificazione del parco privato, veicoli individuali solo elettrici.

Come BRTets potrebbe non essere tifosa di BRT?