I danni del centralismo infrastrutturale
Sono stati consegnati la scorsa settimana i lavori per la costruzione della Pedemontana piemontese. Un progetto con alle spalle un tortuosissimo percorso di approvazione che prese avvio alcuni decenni fa. L’ipotesi di realizzare in concessione una più lunga tratta autostradale è tramontata a causa della insostenibilità finanziaria. Si è quindi optato per una superstrada con pedaggio limitato al segmento finale che conduce alla A26.
Il costo di realizzazione dell’opera è esploso negli ultimi anni: dai 214 milioni stimati nel 2021 si è passati a 384 milioni (+80%). Una cifra che, in considerazione dei prevedibili volumi di traffico e risparmi di tempo, sembra rendere assai dubbia la sostenibilità socioeconomica del progetto. Ad ascoltare le dichiarazioni di politici nazionali e locali presenti in gran numero all’apertura del cantiere, questo aspetto appare del tutto irrilevante. Tutti si vantano dell’acquisizione delle risorse dal Governo attuale e da quelli passati (con feroce discussione tra destra e sinistra per l’attribuzione del merito) e per tutti, o quasi, l’infrastruttura è “strategica” e nelle parole del Ministro dell’ambiente originario ed eletto nella zona: “l’opera cambierà il futuro del Biellese”. Ovviamente, non succederà. Il fatto che quindici o ventimila persone potranno risparmiare una decina di minuti di viaggio non cambierà sostanzialmente le prospettive economiche dell’area. Ma, senza dubbio, poiché i costi sono a carico della intera collettività nazionale, il bilancio “locale” risulterà positivo: un caso da manuale di “profitti privati” e “perdite socializzate”. Si può immaginare che l’atteggiamento dei decisori sarebbe diverso se i costi fossero a carico della collettività che beneficerà dell’opera che si può stimare, generosamente, costituita da 200mila persone. Se il finanziamento fosse a livello territoriale e non nazionale, ciascuna di esse dovrebbe contribuire per un ammontare di quasi 2.000 €. E, probabilmente, ci si chiederebbe con più attenzione se un aumento della pressione fiscale sia desiderabile oppure no.
