31 ottobre 2025

di Christian Benna

«La Tav? Un’opera inutile.  Il ponte di Messina, anche se le stime di traffico sono esagerate,  ha più senso come infrastruttura». Francesco Ramella ha fatto parte del «temutissimo» team del professore Marco Ponti incaricato dall’allora ministro dei Trasporti Danilo Toninelli di redigere un’analisi costi benefici sulla Tav che, alla fine del percorso,  determinò una sonora bocciatura. «Un’operazione che fanno tutti i paesi nel mondo, in Italia no. E per questo siamo stati attaccati», spiega Ramella che continua a collaborare con Ponti, a scrivere libri «sto lavorando a un saggio contro il populismo ambientalista»,  e a sfornare analisi costi benefici sulle  grandi opere.  Come ha fatto anche per il Ponte di Messina, ben prima che che arrivasse lo stop  e la bocciatura della Corte dei Conti. 

«Previsioni esagerate»

 Anche la società  di studi Bridges Research, fondata da Marco Ponti,   ha «rimandato con riserva» il progetto caro  a Salvini. Il suo impatto economico, secondo Ramella e soci,  non giustifica la spesa (11 miliardi), ma è un progetto che presenta esternalità utili e positive.  Le previsioni di traffico del governo, più 30%,  «sono un po’ esagerate»,  benché più oneste di quelle fatte per la  Tav  Torino Lione, per cui «si immagina un balzo triplicato dei passaggi delle merci», spiega Ramella.   L’alta velocità ferroviaria Torino-Lione? Quindi ancora una volta bocciata, e senza riserve, pure a confronto con un’altra opera controversa come il Ponte di Messina.  

Il confronto

Ebbene, secondo l’analisi costi benefici redatta da Francesco Ramella, direttore esecutivo di Bridge Research, il ponte sullo Stretto trova qualche logica nella sostenibilità economica e ambientale laddove la Tav Torino-Lione invece non ne avrebbe affatto. Intanto lo studio dice che l’impatto del ponte sullo Stretto presenterebbe un saldo negativo di 3,6 miliardi in termini di costi e benefici, mentre quello della Tav supera i 7 miliardi. «Se non ci fosse un calo così pronunciato della popolazione e del contesto economico così come l’aumento dei costi di costruzione, l’analisi-costi benefici del ponte avrebbe presentato un saldo positivo», stima Ramella.
«Il ponte sullo Stretto risulta più utile della Torino-Lione. L’opera elimina il monopolio dei traghetti e permette alle persone di scegliere come muoversi. L’idea della Tav è che i passeggeri e le merci sceglieranno i treni per convenienza. Tutto da dimostrare».