
20 agosto 2026
di Fabio Balocco
In questa intervista per “Italia Libera” il professor Ponti, tra i più autorevoli “trasportisti” del nostro Paese, si sofferma sull’esperienza della Commissione per l’analisi costi-benefici delle grandi opere ferroviarie voluta dal ministro cinquestelle nel primo governo Conte. Per lo storico consulente di sette ministri dei Trasporti italiani, della Banca Mondiale, dell’Ocse e della Commissione Europea, «quella vicenda finì malissimo, con grave danno sia economico che di immagine per gli ingenui analisti indipendenti: il ministro accettò e pubblicò solo il risultato che condivideva politicamente (il “no” alla Tav Torino-Lione), mentre manipolò idati di altre analisi negative per farli apparire positivi, e interruppe bruscamente il lavoro quando si accorse che gli esperti che aveva incaricato delle analisi non erano disposti ad alterarne i risultati secondo i desideri governativi». E, sugli extra-costi dei cantieri che lievitano sempre, «nessuno è chiamato a rispondere dei risultati dell’opera, le risorse pubbliche arriveranno comunque, e tutti gli attori ne sono ben consapevoli. Un male non solo italiano: le rendite di monopolio sono sempre molto gradite ai monopolisti presenti o futuri». L’antidoto? La concorrenza internazionale: l’aglio per un vampiro
Prosegui la lettura su Italialibera…
