2 febbraio 2026

di Francesco Ramella

Per il Presidente della Regione Alberto Cirio la scelta di riaprire la linea ferroviaria Cuneo – Savigliano – Saluzzo è stata giusta e il bilancio dopo un anno di esercizio è positivo. A giudicare dai numeri forniti, tale valutazione appare incomprensibile. I passeggeri trasportati sono stati 90mila, meno di 250 al giorno: è come se si fosse riaperta una strada sulla quale transita un’auto ogni cinque minuti. Su ogni treno sono salite in media sedici persone, un terzo di quelle che potrebbero trovare posto su un autobus che costerebbe sette volte di meno. L’onere a carico dei contribuenti è di quasi 70 € per ogni viaggio effettuato: un’enormità. Come ovvio, non c’è stato alcun effetto rilevabile sul traffico stradale o sull’inquinamento. “Avere una linea attiva è un privilegio”, ha affermato l’assessore ai trasporti Marco Gabusi. Un privilegio per pochissimi, pagato da tutti. Una spesa pazza, ben peggiore delle “mutande verdi” dell’ex Presidente Cota  al quale si dovrebbe riconoscere di aver agito a favore del bene comune quando decise la chiusura di dodici linee pressoché deserte. La Regione sembra invece intenzionata a perseverare e a riaprirne altre. Di male in peggio.